Sono sempre più frequenti ormai, sui più disparati mezzi di informazione, articoli riguardanti attacchi informatici strategici, forze di polizia per la ricerca di cyber-criminali e tentativi politici di regolamentare la rete.
Anche se molti di questi articoli sono ingenui o fantasiosi, e ammettendo pure che alcuni degli avvenimenti riportati non sono rilevanti quanto si vorrebbe far credere, non possiamo negare l'evidenza del fatto: internet è una raltà pervasiva nella vita dell'uomo moderno, ma ancora più importante: siamo arrivati al conflitto telematico.
"Siamo alla fine del ventesimo secolo e il mondo..."
Si parla di Cyberpunk, si scrive di Cyberpunk. E così come il diavolo, anche il Cyberpunk si annida nei particolari.
In questa sesta edizione del concorso a dimostrarcelo è stata Jessica Costanzini, con il racconto "A cyber tale II - Back to Nite City".
Ci viene proposto un mondo caduto, in cui i valori umani crescono solitari e spauriti, come erbacce tra le macerie di una casa crollata.
Non è solo una questione di ambiente, di tecnologie e di "corporations", è una questione di anima, uno scontro di priorità, tra le leggi della sopravvivenza e quelle della coscienza. Il cyberpunk è una delle più moderne forme della parabola del figliol prodigo. Chi si è perso nell'abbraccio di una realtà oscura e gelida, che inneggia al potere, ai soldi e all'edonismo, scopre dentro di sé un vuoto che può colmare solo tornando a qualcosa di anacronistico, vecchio, polveroso.
Jessica sceglie un'impostazione cinematografica, un mondo molto visivo e ricco di particolari e azione. Alla battaglia fuori dai personaggi ne corrisponde una dentro di loro, in senso inverso. Alla perdita di dignità dovuta alla tortura si contrappone una presa di consapevolezza, all'evasione dalla clinica corporativa, la decisione di lottare contro il sistema. Il tradimento incontra la lealtà e i ricatti corporativi si scontrano con principi ben più profondi.
L'autrice è stata premiata per la chiarezza narrativa, per la trama che annida in quei preziosi angoli lasciati liberi dall'azione più evidente dei movimenti emotivi magari più nascosti, ma presenti.
La struttura tiene su una storia che riesce a parlarci di speranze tenute vive da personaggi eroici in circostanze avverse. In questo mondo in cui l'asetticità della tecnologia è ormai confusa con la purezza, la ragione per combattere, per andare avanti, sopravvive nello squallore di un rifugio arrangiato, abitato da personaggi emarginati, in cui tutto ciò che conta è l'esistenza di una coppia.
Un
film-maker canadese cieco da un occhio si costruisce una vista
"diversa" con una telecamera impiantata nella protesi oculare.
L'obiettivo? Essere l'obiettivo. (Francesca Tarissi, 31 marzo 2009)
C'era
una volta Katherine, malata terminale, in fuga da Roddie, giornalista
di un network americano. Lui, deciso a documentare fino all'ultimo
respiro di lei, si è fatto impiantare una videocamera nell'occhio e fa
audience col primo reality della morte... Era il 1974 quando Richard Compton pubblicava questa storia (L'occhio insonne), che nell'80 diventava un film, La morte in diretta, con Harvey Keitel e Romy Schneider (quella della Principessa Sissi)
nella parte di Katherine. Trent'anni dopo l'occhio bionico diventa
realtà, e il primo che lo userà ha in progetto di girarci un film...
CONVERGENZA DA RIVEDERERob Spence,
trentaseienne filmaker canadese, ha deciso di incorporare una
videocamera e un trasmettitore nella sua protesi oculare. Cieco da un
occhio da quando aveva 13 anni, per riuscire nel suo intento Rob si è
avvalso di un team di oculisti e ingegneri guidati da Kosta Grammatis,
ingegnere aerospaziale statunitense. Il risultato della ricerca è una
telecamera Cmos grande appena 1,5 millimetri perfettamente integrata
nella protesi: il filmato viene passato senza fili (wireless) a un
trasmettitore in radiofrequenza dalle dimensioni inferiori a quelle
della punta di una matita. Grammatis e Spence hanno realizzato il
prototipo. Adesso sono in attesa di un finanziamento (servono ancora
almeno 50mila dollari) per completare il progetto e risolvere alcuni
delicati aspetti tecnici. Come lo spostamento in sincronia di
videocamera e occhio sano, per esempio. Nel frattempo Rob sta girando
un documentario sullo sviluppo dell'eyeborg project e
sull'esperienza di vivere con un occhio capace di mantenere per sempre
ciò che vede e di vedere dettagli invisibili a un occhio umano. Che cosa ne pensi?
- I candidati alla partecipazione dovranno chiedere l'iscrizione alla mailing-list racconti a staff@gdrtakeaway.net.
- I racconti dovranno essere lunghi massimo 20'000 battute (spazi inclusi).
- I racconti dovranno essere inviati alla lista gta-list26@gdrtakeaway.net come testo di una mail in formato normale con questa struttura: Oggetto: AUTORE - TITOLO RACCONTO
Body: BIOGRAFIA AUTORE
======= RACCONTO
Specifiche:
- I contenuti dei racconti dovranno essere di ambito cyberpunk
- Il tema da affrontare nel racconto è: libero
- Una volta inviato il racconto l'autore non ha piu' diritto di modificarlo o rettificarlo, fara' testo il primo invio
- L'ultima consegna e' entro e non oltre 31 luglio 2009
- Il vincitore verrà comunicato entro il 30 settembre 2009.
- I racconti saranno di proprieta' esclusiva di chi li ha composti.
- Potrà essere inviato un solo elaborato per autore.
GIURIA:
- I racconti verranno giudicati dalla seguente giuria:
Paola "Pauline" Bravi
Alessandro "Hol" Lazzarini
Giacomo "Sildegard" Gailli
Marco "Molok" Colombo
Il giudizio espresso dai giudici e' insindacabile e definitivo.
I giudici si impegnano a non esprimersi con alcuno prima della proclamazione del vincitore
PREMIO:
Abbonamento di un anno (4 numeri) a NeXT rivista di cultura connettivista al primo classificato e la pubblicazione del racconto sulla rivista .
Il Comitato dei Giudici augura a tutti buona fortuna, e che vinca il migliore!
A sorpresa, un'auto tutta olandese, free e open, esordisce a un motor
show, bruciando le possibili avversarie sul tempo. Utopia o pietra
miliare di un futuro hacker?
Di auto a sorgente aperto Zeus News parla da almeno tre anni, da quando lanciammo l'idea, a margine della dismissione dell'Alfa di Arese, di rilasciare il codice della vecchia Panda.
Scherzando (ma non troppo), la richiesta era di mettere progetti,
macchinari e competenze per la produzione del veicolo storico della
casa del lingotto a disposizione della comunità, magari di un consorzio pubblico-privato per la riqualificazione dell'area industriale.
Ovviamente finì tutto nel nulla: rispetto a piani industriali arditi,
la Fiat preferì un lifting al marketing aziendale, e i risultati
commerciali paiono, oggi, dar loro ragione. Quelli occupazionali sono molto meno entusiasmanti, se si escludono pochi operai mal pagati, nelle officine di Tichy, in Polonia.
Ma l'auto opensource è rimasta nei desideri di molti, simbolo di
concreto travaso, nell'economia materiale, dei fattori di successo del movimento hacker. Così, quando è stata presentata la prima bozza di progetto OSCar, la prima auto libera da brevetti e segreti, l'emozione è stata grande.
Dopo aver adottato i Macintosch al posto dei normali PC, l´esercito americano mostra nuovamente interesse per le tecnologie di casa Apple, secondo le ultime notizie iPhone e iPod potrebbero essere usati dai militari americani come supporto nelle loro missioni.
L´US Army sostiene che se tutti i loro soldati fossero dotati di iPhone
potrebbero svolgere con maggior facilità numerosi compiti che
altrimenti risulterebbero più complessi. Per ora si pensa agli aspetti
più classici: il dispositivo GPS potrebbe
aiutare i tiratori e gli artiglieri ad per colpire il nemico con
maggior precisione e i soldati semplici ad orientarsi e a muoversi
agevolmente tra le vie cittadine. Quindi non ci sarà più bisogno di
consultare le cartine e sarà più semplice riuscire ad individuare fin
da subito eventuali aree calde o altri punti strategici come i depositi
di rifornimenti e i posti di blocco alleati dove trovare riparo.
La fotocamera integrata
invece tornerebbe utile per fotografare cartelli e scritte che, una
volta inviati al comando, sarebbero velocemente tradotti.
In quest´ottica il corpo dei Marine sta progettando un applicazione per il riconoscimento automatico dei volti in
modo da poter fotografare e identificare immediatamente i sospettati e
confrontarli con un database online (l´iPhone infatti sarà
costantemente collegato alla rete militare).
20° secolo, gli Hacker, Cracker e qualche Lamer, si divertono a bucare server, i primi, nel tentativo di scoprire nuove vulnerabilità e trovare una soluzione, cercando quindi di fare crescere l' informatica e trasmutare in opere sempre più inviolabili i software di protezione e gestione, i secondi violentano banche dati e programmi per un proprio tornaconto, economico, terroristico, morale, etico etc... i terzi, tentano di violare piccoli server "palestra" tramite programmini trovati su CD-ROM di alcune riviste "specializzate".
C'è chi fa passi avanti, chi fa passi indietro, e chi resta li, fermo, statico senza cercare di accrescere le proprie capacità.
A me non importa classificare, ma immagino cosa accadrà domani. Domani, quando la cibernetica sarà a portata di mano, tutto quello che accadrà in seguito.
"Quando l' uomo si rende conto di avere una tecnologia a portata di mano, la realizza, penso che per lui sia un fatto spontaneo..." diceva un certo Maggiore, e quindi ci sarà un giorno, arriverà un giorno in cui schiere di persone passeranno ad uno stato di vita diverso; dapprima solo che potrà permetterselo economicamente, in seguito diventerà di pubblico dominio, e quindi accessibile ai più...
Ed eccoci arrivati all'ultimo articolo del 2008. In questo articolo, oltre agli interessanti contenuti, potrete vedere alcune migliorie ed effetti stilosi, perche' come sapete bene....lo stile conta piu' della sostanza! (ma aahime' se usate Internet Explorer, non garantiamo che gli effetti siano cosi' gradevoli!)
L’articolo è dedicato a chi ama il gioco da combattimento e pretende da esso non soltanto un certo realismo, ma soprattutto una maggiore intelligenza e dinamica di gioco, che spesso sembra mancare nei giochi dove combattere può essere soltanto scegliere l’equipaggiamento migliore e tirare dei dadi.
L’articolo quindi non verterà sulle solite critiche al sistema di tiro e di danno/armatura di Cyberpunk2020, ma su un nuovo modo di concepire l’iniziativa e un migliorato impiego della freddezza ai fini del combattimento senza mai allontanarsi dal regolamento scritto ufficiale; tutto al fine di rendere PIU’ INTELLIGENTE il gioco da combattimento, invece che soltanto più realistico. Gli altri aspetti del Regolamento per il Combattimento Avanzato sono quindi solo dettagli e sfumature assolutamente trascurabili ai fini delle meccaniche e dell’intelligenza del gioco di combattimento.